Rimini, 16 set. (Ign) - ''Dobbiamo partecipare all'avventura della creazione teatrale contemporanea e non importare gli spettacoli già fatti o mettere in scena sempre lo stesso repertorio. Per questo è importante che Rimini, con la sua Sagra Malatestiana, abbia scelto di rappresentare un'opera di Tan Dun, un compositore cinese molto eseguito dappertutto meno che in Italia''. Parola di Denis Krief, regista, scenografo e costumista romano anche se di nazionalità tunisina, che il 19 e il 20 settembre prossimi metterà in scena nel Complesso degli Agostiniani di Rimini, nell'ambito della 59ma Sagra Malatestiana, la 'Water Passion, after Saint Matthew' di Tan Dun. Oratorio mai ascoltato prima in Italia - come del resto la maggior parte dell'opera del 51enne compositore cinese, noto al grande pubblico per le colonne sonore di 'Hero' e 'La tigre e il dragone' - che approda nel capoluogo romagnolo in forma scenica.
''Mi piace sperimentare novità teatrali, e il Complesso degli Agostiniani di Rimini è uno spazio perfetto: al posto del teatro c'è un cantiere, al posto del palcoscenico, una sala vuota. Paradossalmente non è una mancanza, ma una ricchezza perché consente di confrontarsi in assoluta libertà con il testo che si vuole mettere in scena, senza condizionamenti d nessun genere'', spiega Krief a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos. Il regista romano non è nuovo a questo genere di sfide: sempre a Rimini due anni fa aveva rappresentato in forma scenica 'Il diario di uno scomparso' di Janacek, e l'anno scorso era toccato al 'Trionfo del Tempo e del Disinganno' di Haendel. L'oratorio di Tan Dun, che Krief mette in scena in prima mondiale a Rimini, è un omaggio a Johann Sebastian Bach ispirato al Vangelo di San Matteo e commissionato al compositore cinese nel 2000, in occasione delle celebrazioni bachiane di Stoccarda.
''L'opera di Tan Dun si sviluppa verticalmente, spesso alcune scene sono raccontate simultaneamente. L'evangelista racconta e scrive seduto al suo tavolo mentre i fatti avvengono. L'unica soluzione -chiarisce Krief- era rappresentata da un montaggio parallelo delle scene, come negli affreschi di Giotto, in una sorta di 'stationendrama', un tipo di rappresentazione molto in uso nel teatro espressionista e derivato dalla drammaturgia dei misteri medievali''.
La musica di Tan Dun ''è molto comunicativa'' ed è frutto di un incontro di linguaggi diversi che unisce le voci e gli strumenti tradizionali dell'Occidente a sonorità orientali evocate da un gruppo di percussioni ad acqua. Insieme a loro la modernità del live electronic. Tra gli interpreti, il soprano Caroline Stein, il basso Filippo Sacchi, Aldo Campagnari al violino e Francesco Dillon al violoncello, Marco Mantovani e Yuanlin Chen alle tastiere elettroniche. Gli elementi del Nextime Ensemble impegnati a suonare una serie di percussioni ad acqua, il Coro Ensemble Melodi Cantores diretto da Elena Sartori, con la direzione musicale di Stefano Celeghin. Regia, scene, costumi e luci di Denis Krief.